Scade oggi, 31 gennaio, il termine per approvare i piani triennali anticorruzione. Molte amministrazioni hanno provveduto ad approvare i suddetti piani entro il termine previsto. Ricordiamo che in ogni caso il termine è ordinatorio e comporta sanzioni solo per il responsabile della prevenzione che non abbia proposto il piano.
Uno degli obblighi che più ha messo in difficoltà gli enti nel redigere i piani è sicuramente la rotazione dei dirigenti e dei dipendenti. Il Piano Nazionale Anticorruzione prevede infatti che gli enti adottino nei propri piani specifici sistemi di rotazione dei dirigenti per prevenire abusi di posizione e ridurre così i rischi di corruzione, nonché dei responsabili del procedimento per le aree a rischio.
Alcuni enti, in assenza di criteri generali, hanno optato per scelte drastiche considerando la rotazione come una normale gestione del lavoro. In realtà si tratta di una scelta sbagliata. La rotazione infatti dovrebbe considerarsi come misura straordinaria e di portata limitata. Tra l’altro per i piccoli comuni, il Piano Nazionale, prevede la possibilità di derogare alla rotazione per esigenze organizzative giustificate nel piano stesso.