Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori ha presentato, qualche giorno fa, ricorso al Tar Lazio contro l’obbligo di dotarsi di Pos per i professionistri entro il 30 giugno 2014.
Non viene infatti ritenuta corretta la disposizione contenuta nell’art. 15, comma 4, d.l. n. 179/2012 convertito con modificazioni dalla L. 221/2012 che prevede l’obbligo per i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazioni di servizi anche professionali di accettare pagamenti anche attraverso carte di credito, bancomat.
Gli architetti dichiarano di non poter accettare “una imposizione meramente vessatoria per tutti i professionisti italiani che nulla ha a che fare con i principi di tracciabilità e di trasparenza dei movimenti di denaro, realizzabili attraverso altri strumenti, quali ad esempio il bonifico elettronico. Si tratta, invece, di una vera e propria gabella dal vago sapore medioevale del tutto ingiustamente ed ingiustificatamente pagata alle banche“.
“Il Governo – continuano – scandalosamente sordo ai nostri inviti a rimuovere l’obbligo di utilizzo del Pos dalla disciplina attuativa del Decreto Sviluppo, sembra proprio non voler comprendere la difficile situazione in cui si trovano i professionisti italiani costretti ora a dover sostenere ulteriori costi”.
“Il peso dell’imposizione fiscale e previdenziale sulle attività professionali, che nel nostro Paese è tra le più altre al mondo, da un lato, e, dall’altro, l’interruzione del credito da parte delle banche, stanno mettendo letteralmente in ginocchio il mondo professionale sul quale, invece, si dovrebbe puntare per perseguire l’obiettivo di agganciare la ripresa ed uscire dalla crisi: ecco perché siamo costretti a questo passo, certi come siamo che la Magistratura amministrativa saprà riconoscere la validità delle nostre argomentazioni”.